Care associazioni di categoria, care lavoratrici e cari lavoratori, a chi un lavoro lo ha e a chi lo sta cercando, ai nostri giovani, che si affacciano oggi al mondo del lavoro, e a tutti coloro che guardano alla propria città con aspettativa e fiducia, scrivo queste parole con la consapevolezza che il lavoro non è solo una dimensione economica. È dignità, identità, sicurezza. È ciò che tiene insieme una comunità. Per questo, il tema dello sviluppo economico non è per me un punto del programma. È il cuore stesso di ogni scelta. Prato ha una storia straordinaria fatta di impresa, fatica, intuizione e coraggio. Ma oggi non basta più difendere ciò che siamo stati. Dobbiamo costruire, insieme, ciò che vogliamo diventare. Credo profondamente che una città cresca quando crea condizioni favorevoli per chi vuole fare, investire, lavorare. Quando sostiene le idee, accompagna le iniziative e non ostacola chi ha il coraggio di mettersi in gioco. Per questo, il mio impegno è chiaro. Snellire la burocrazia, perché il tempo è una risorsa e non possiamo più permetterci di sprecarla. Rendere più semplice e veloce avviare un’attività, investire, innovare. Alleggerire il carico fiscale, perché chi produce valore deve essere messo nelle condizioni di continuare a farlo. Sostenere le imprese, ma anche proteggere chi il lavoro lo perde, senza lasciare indietro nessuno. Favorire l’innovazione, perché il futuro non si aspetta: si costruisce. E si costruisce investendo in competenze, tecnologia e nuove visioni. Ma tutto questo, da solo, non basta. Serve un progetto. Un vero progetto di marketing e sviluppo territoriale. Dobbiamo tornare ad attrarre investimenti, imprese, opportunità. Dobbiamo raccontare Prato al mondo per ciò che può diventare, non solo per ciò che è stata. Dobbiamo creare un contesto in cui gli investitori si sentano sicuri, gli imprenditori ascoltati, i lavoratori tutelati. E soprattutto, dobbiamo farlo insieme. Alle associazioni di categoria dico: siete un interlocutore fondamentale. Il vostro contributo sarà centrale nella costruzione delle scelte. Ai lavoratori dico: la vostra sicurezza e la qualità del lavoro saranno una priorità. A chi il lavoro lo cerca: questa città deve tornare a offrire opportunità vere. Ai giovani: non dovete essere costretti a guardare altrove per costruire il vostro futuro. Prato ha bisogno di una guida nuova. Non per rottamare, ma per innovare davvero. Una guida capace di dare un segnale forte all’esterno: qui c’è una città che vuole ripartire. Con serietà. Con concretezza. Con velocità. Io credo in una Prato che torni a crescere. Una Prato che crei lavoro. Una Prato che sappia guardare avanti senza dimenticare le proprie radici. E credo che questo percorso si possa fare solo insieme.